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Sulla Coppia
Sintomi Psicologici

 

Nel regno dell'amore sono numerosi gli elementi interagenti. Tra essi, un ruolo principale è assunto dalla comunicazione chiara e definita di sensazioni e sentimenti: condizione che stabilizza e migliora la relazione. Tuttavia, comunicare le proprie sensazioni con chiarezza e sincerità, risveglia il timore di non essere accettati e, quando ci approssima al dissidio di coppia, la politica migliore è forse quella di tacere. Si cerca di rivestire nei confronti del partner, il ruolo di un contenitore silenzioso e incoraggiante, comprensivo dei desideri di cambiamento che l'altro manifesta con parole o atteggiamenti.

 

Dinamiche di coppia 2

 

Il principale problema nelle consultazioni di coppia consiste nel fatto che, quando si decide finalmente di ricorrervi, si è da tempo oltrepassato un noto "livello di guardia" da tenere invece, sempre sotto controllo. Disaffezione, scontatezza, noia e aumento di ansia caratterizzano spesso uno stato di eccessiva conflittualità e c'indicano che qualcosa nella relazione sta cambiando o che qualcosa deve cambiare. In tali condizioni, un atteggiamento di accettazione, contenimento, comprensione disponibilità a rinegoziare il rapporto da parte del partner più tranquillo, sono gli ingredienti fondamentali per difendersi dalla crisi.

Il desiderio di ristrutturare la relazione si può anche manifestare attraverso sintomi psicologici o fisiologici ed è un fatto curioso come questi, abbiano il potere di spostarsi tra i componenti familiari, della coppia o tra le dimensioni psichiche e fisiologiche.

A volte riescono a mutare di forma nello stesso individuo.

Un classico esempio ci viene offerto dalle disfunzioni sessuali che sono disturbi che possono creare degli ovvii problemi nella coppia e che sembrano, all'apparenza, del tutto fisiologici. Non a caso psicologi, endocrinologi e sessuologi, li riconducono puntualmente e nella quasi totalità dei casi, a cause psicologiche, che possono avere radici anche molto lontane dal disturbo sessuale manifestato.

In verità esiste un invisibile filo diretto tra spirito e funzioni fisiologiche ed organiche.

Questa concezione si avvicina molto alla prospettiva orientale dell'esistenza. In essa si tende a considerare il sintomo come uno dei tanti modi in cui il corpo tenta di esprimere un proprio disagio e non come un qualcosa di estraneo da estirpare.

Vi sono stati clinici medici e psicologi che hanno fatto risalire addirittura lo sviluppo di malattie addirittura ad esito fatale riconducibili ad insoddisfazioni, ansie e disfunzioni negli affetti che perdurano per un certo tempo.

Da qui l'importanza di svolgere un lavoro preventivo per il benessere sia fisico che psicologico della coppia o degli eventuali costituenti del nucleo familiare.

Gli stati affettivi negativi vanno affrontati man mano che si presentano. Essi se perdurano nel tempo, possono indurre lo sviluppo di sintomi scegliendo di norma due canali preferenziali: quello psicologico o quello fisiologico. Nel feedback di coppia l'insoddisfazione dell'uno si ripercuote in tal modo sulla vita dell'altro. Quasi sempre però, questa condizione finale è preannunciata dall'esternamento verso il partner di una miriade di piccoli segni che prendono la forma d'insoddisfazioni o depressioni di vario tipo. Nella relazione con l'altro la chiarezza di comunicazione serve per l'appunto anche come valvola di sfogo a tali stati emotivi.

Generalmente viene richiesto su un piano immaginario al partner della coppia emotivamente più forte di assumere le vesti di un contenitore emotivo. Vediamone alcuni aspetti.

Una particolare premura dev'essere riservata a valutazioni positive riguardo il partner in crisi.

Si possono, ad esempio, mettere in luce solo i suoi lati migliori, e minimizzare o fare finta di non vedere quelli negativi: nella pratica, quando si è innamorati, lo si fa già in maniera quasi automatica.

Questo tipo di modulazione affettiva nel rapporto risulta particolarmente tonificante per lo spirito dell'altro e cementa la relazione. E' come se si comunicasse su un doppio livello non detto: "non preoccuparti in questa vita non sei solo/a, ci sono io con te e starò sempre dalla tua parte".

Un'altro importante aspetto della relazione riguarda il raggiungimento di un comune consenso su quanta parte della propria vita condividere con l'altro e quanta invece riservarne a se stessi.

Di fatti, anche se si è coppia, rispetto al mondo esterno, si continua ad essere contemporaneamente anche individui. In tal senso, il raggiungimento di un piano condiviso da entrambi sulla distribuzione della quantità di energia da impiegare per i propri doveri od interessi esterni alla coppia, si traduce in un elemento rinforzante per l'unione.

Potremmo definire queste aree di individualità che si conservano nell'unione come indipendenza dal rapporto. In genere è il partner affettivamente più forte che reclama una maggiore indipendenza che però evoca nell'altro un sentimento di abbandono. (continua/2)

     
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